Monday, October 6, 2008

The Perfect Recipe/La ricetta perfetta

It's not an easy thing to prepare a recipe correctly. First, it's necessary to have the right ingredients. You need to combine them in the proper ratio and you must allow them cook for the right amount of time. If an ingredient is missing it may detract from the finished product, and sometimes there is that secret ingredient that makes it all extra-special. I learned this is a kitchen in Tuscany. The kitchen was very large and very old, in a 400-year old farmhouse called San Giuseppe. The house was on the property of a castle called Calcione that was built 900 years ago. The property consisted of rolling Tuscan hills near the village of Lucignano, and at this time of the year, late autumn, the fields were covered in a blanket of red, pink and purple flowers.

There were 14 of us traveling together and Calcione was our base. During the days we took trips to the nearby cities and hill towns. Some nights we would eat in the city that we were visiting, but many nights we would return to Calcione to have dinner together in the farmhouse. Our cook was Amil, a woman from Tunisia who now lived in Lucignano. She was a very capable cook and could easily prepare meals for our large group. However, we found it difficult to stay out of the kitchen and we always offered her our help, whether she wanted it or not.

One beautiful evening Amil was preparing artichokes and lasagna for us. We milled about the kitchen, opening wine bottles and asking Amil what tasks we could do. She gave us things to chop, pots to stir, ingredients to add, although I think she would have preferred that we left the kitchen and allowed her to work alone. The feeling of camaraderie was wonderful. We ate and drank, talked and laughed for a long time, and we insisted on helping Amil to clean the dining room and kitchen.

We were sleeping in another house on the Calcione property. The road connecting the two houses was long and unpaved and it was impossible for some of the older people in our group to make this walk. And so we borrowed Amil's car and made a couple of trips back and forth. When everyone else was transported home safely I and two others returned Amil's car to her and bid her goodnight. We left the farmhouse through the kitchen and began the walk. The path was straight but it dipped and rose through a field of wild apple trees and olive bushes. The sky was incredibly clear; the stars sparkled brilliantly and the almost full moon lit the way to go. It was chilly, but only enough to be invigorating, not enough to make us cold.

We walked carefully along the path, still laughing and talking. There was a sound, dull and far away, but it grew louder and closer. Finally we were able to recognize it, but we couldn't believe we were hearing it in this place. Horses' hoofbeats, several horses maybe, running among the trees. Soon we caught a glimpse of them. It was scary and magical and beautiful all at the same time. We darted from tree to tree for fear that a horse would run us down if we were in the open field. Eventually the hoofbeats retreated, becoming fainter and fainter until we could not hear them any longer, and we jogged the rest of the way up the path to the waiting warmth of the house.

I don't remember Amil's recipe for lasagna, but I learned the recipe for a perfect evening. Mix together companionship, food, and wine. Prepare them under a twinkling sky in an orchard filled with apples and olives. And the secret ingredient? Always add just a little bit of magic.

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Non e' una cosa facile preparare una ricetta correttamente. Prima di tutto e' necessario avere tutti gli ingredienti giusti. Poi questi si devono amalgamare insieme nelle giuste quantita' e cuocere per il tempo esatto. Se un ingrediente manca, può avere un affetto negativo da tutto; altre volte un solo ingrediente, quasi sempre segreto, puo' trasformare il tuo risultato da mediocre a straordinario. Questa l’ho imparato in una cucina in Toscana. La cucina era grande e molto vecchia. Era in una casa colonica che ha 400 anni e si chiama San Giuseppe. La casa era situata su di un terreno ondulato vicino al villaggio di Lucignano, e comprendeva un castello di 900 anni. In quel periodo dell’anno tutti i campi erano ricoperti di fiori rossi, rosa e viola.

Eravamo in quattordici, e stavamo viaggando tutti insieme e Calcione era la nostra base. Durante il giorno visitavamo i centri delle vicine citta' o ci immergevamo nella splendida campagna. Alcune sere mangiavamo in qualche tipico ristorante, ma altre volte ritornavamo a Calcione per cenare tutti insieme nella casa colonica San Giuseppe. La nostra cuoca si chiamava Amil, una donna Tunisina che abitava ormai da tanti anni a Lucignano. Amil era una cuoca capace e cucinava per tante persone con facilita'. Era difficile per noi rimanare fuori dalla cucina, e quindi offrivamo sempre il nostro aiuto ,sia che lei lo volesse o no.

Una bella sera Amil stava preparando carciofi e lasagne per noi. Tutti affollavamo la cucina, muovendosi tutto intorno a lei, aprivamo bottiglie di vino e chiedevamo che lavori avremmo potuto fare. Lei ci diede verdura di tritare, pentole di agitare, ed ingredienti di aggiungere e mescolare, sebbene, penso veramente che lei preferisse lavorare da sola. Il sentimento di cameratismo e gioia nella stanza era meraviglioso. Mangiammo e bevevemmo, parlammo e ridemmo a lungo finche' non fu molto tardi, poi cominciammo a pulire la sala da pranzo e la cucina.

Calcione mangiavamo nella casa San Giuseppe ma dormivamo in un'altra casa, San Pietro. Fra le due case c'era una strada sterrata lunga un miglio e non era possibile per le persone piu anziane del nostro gruppo fare questo cammino. Quindi ,io e due amiche prestavamo la macchina da Amil per accompagnarli sino alla loro abitazione. Dopo alcuni giri avanti ed indietro su questa strada tutti erano arrivati sani e salvi. Dopo aver restituito la macchina le tre da noi rimaste, si incamminarono insieme verso San Pietro.

Quella sera il cielo era cristallino, le stelle brillavano ed una luna quasi piena illuminava il campo da meli e ulivi. Era freddo, ma solo abbastanza per invigorirci, non per farci gelare. Camminavamo con attenzione, parlando e ridendo ancora. Ci fu una rumore, sordo e lontano e più ci avvicinavamo, piu il rumore cresceva di intensità. Riconoscemmo il suono ma fummo sorprese di sentirlo in quello posto. Era il suono di zoccoli di cavalli, parecchi cavalli, che correvano fra gli alberi. Li abbiamo visti di sfuggita. Una visione eccitante , paurosa e magica allo stesso tempo. Correvamo da un'albero ad un altro, nascondendoci perchè avevamo paura di essere travolte da tanta furia. Alla fine i rumori si fecero più lontani finche' non li sentimmo, e iniziammo a correre , e corremmo per tutta la strada che rimaneva da fare fino alla casa dove saremmo state al sicuro ed al caldo.

Non mi ricordo adesso la ricetta delle lasagne, ma quella sera ho imparato la ricetta per creare una serata perfetta. Unire insieme una allegra compagnia, cibo e vino. Metterli sotto uno scintillante cielo stellato in un frutteto pieno di meli ed ulivi. E non dimenticare mai l’ingrediente segreto. Aggiungere sempre un po di magia.

fine

This story was written in May 2007.

2 comments:

Diana said...

Lovely as usual. I am looking forward to more writing about your recent adventures. I love your style. It was so lovely to meet you in person. Ci sentiamo allora...

michelle of bleeding espresso said...

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