Saturday, January 3, 2009

Two Very Simple Things/Due cose molto simplici


Author's note: This story was written one year ago, after the new year 2008. At that time I was, as it recounts, reflecting on how far I had come since I began to study Italian in 2004. I've chosen to put it here now, on the dawn of this new year, to remind me of my progress, and to keep me moving ahead in 2009. Best wishes for a buon anno a tutti, and may 2009 bring you all that you desire.
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"Questa sera, vedremo come due cose molto simplici, come l'uva ed il sole, possono diventare un'altra cosa straordinaria, come il vino." “This evening, we will see how two things very simple, grapes and the sun, can become another thing very extraordinary.”

That was how I began the speech I recently gave to my Italian class about wine. Although just a class assignment, to me the presentation was much more, it really brought home just how far I had come. Four years had passed since I was sitting in a restaurant in Siena, drinking red table wine with friends from my tour group. I misunderstood the word tavola on the label, thinking that it was a region in Italy, announced that the wine was from Tavola, and this simple mistake, which they all laughed at, was for me the beginning of a journey to learn Italian, a desire to be more Italian.

Now, four years later, I was the teacher, standing before a different small group of people, and this time I was speaking in Italian. My classmates are twelve Americans, who, like me, have a passion to learn this bella lingua. This night it was my turn to present, and I had chosen to speak about wine. Specifically, I wanted to explain to my class about the way the heat of the sun can make a wine sweet. I brought with me three bottles of white wine that I had bought in Italy. There was a paper placemat in front of each person with circles on it in which to place the different wine cups. There were cups for each different wine. A bit of parmagiano cheese and breadsticks in the center of the table. All was like the wine tastings that I had attended in Italy. To be very authentic I had even brought with me an Italian named Giuseppe, who did duty as my sommelier that evening. I was very serious and official. Most importantly, I was speaking in Italian.

First we poured and tasted a Mueller Thurgau from Trentino in Northern Italy. "Questo vino," ho detto, "e' intenso, persistente, aromatico, con sentori di banana e di pesca." This wine is intense, persistent, aromatic, with aromas of banana and peaches. It is a dry wine, as it grows in the North where the sun is not so strong, and where the evening temperatures fall lower. It was followed by a Vermentino from Sicilia. More sweet, because there on Sicily the sun evaporates most of the water inside of the grape, leaving only sweet sugars. The class asked me questions. I answered as best as I could, in Italian.

Lastly, we tasted a Passito from Pantelleria, a small island southwest of Sicily and very close to Africa. Here, in the African heat, all of the water within the grape is evaporated, leaving a wine so sweet, it is only appropriate as a dessert. It goes well with something a bit more dry, and so for this I had brought some almond biscotti. I demonstrated how Italians dip these into the Passito for a second before eating, and we all tried. For some of my classmates this was the first time they had tried such a combination. Did it put into their minds the thought of the hot sun of Pantelleria? I’m not sure, but from their smiles I think it pleased them…

After my presentation there was time to finish the bottles and the biscotti. I let the others do the major part of the talking now. We spoke about their experiences with wine in Italy. I listened to the conversation, relaxed, sipped my wine. I hoped that I’d given them a little taste, both literally and figuratively, of my experience. I felt content, complete, as if a circle had been closed. It’s taken me four years to redeem myself for my 'tavola' error. Maybe I have made some progress, and I’ve certainly found much joy along the way. But by no means is this journey over. Sure, now I know my merlots from my malbecs, and that ice wine is not something that you keep in the freezer, and yet in so many ways I've just started. You want to know the most important thing that I have learned though? It is this… As it is for the wine so it can be for life. It takes solo due cose molto simplici, only two things very simple, desire and determination, to make everything else possible, and to make your life into a thing very straordinario, extraordinary, indeed.

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"Questa sera vedremo come due cose molto semplici, come l'uva ed il sole, possono diventare un'altra cosa straordinaria, come il vino."

Queste sono state le parole che ho detto recentemente nella mia lezione d'Italiano mentre facevo una presentazione sul vino. E' stata una scena che non avrei potuto immaginare quattro anni fa, ed ha dimostrato quanto lontana sono arrivata dal 2004. Quattro anni sono passati da quando sedevo nel ristorante a Siena con amici dal mio viaggio. Mentre stavo bevendo vino rosso da tavola ho fraintesso la parola, da tavola, pensando fosse una regione d'Italia. Questo piccolo sbaglio che fece ridere i miei compagni, fu per me l'inizio di un'avventura nel vino e nella lingua Italiana.

Adesso, quattro anni dopo, ero l'insegnante. Sono stata in piedi davanti un piccolo gruppo di persone, e ho parlato in italiano. I miei compagni di classe erano dodici americani che, come me, hanno la passione per la lingua Italiana. Quella serata e' stata il mio turno per insegnare qualcosa, ho scelto di parlare di vino. Specialmente volevo spiegare su come il calore del sole potesse fare diventare un vino piu dolce. Ero molto seria ed ufficiale. Ho portato con me tre bottiglie di vino che avevo comprato in Italia. Ho procurato abbastanza bicchieri per tutti e li ho appoggiati su delle tovagliette bianche che ho preparato. C’erano due tipi di formaggio ed anche dei grissini. Tutto come alla degustazione ufficiale a cui ho assistito in Italia. Per essere molto autentico ho anche portato un Italiano, Giuseppe, lui era il mio sommelier per la serata. Ma, piu importante di tutto, era che stavo parlando in italiano.

Abbiamo versato per primo un Mueller Thurgau. "Questo vino," dicevo mentre gli altri annusavano e sorseggiavano il vino bianco, "e' intenso, persistente, aromatico, con sentori di banana e di pesca. Non e' molto dolce perche arriva dal Trentino, nell'Italia del Nord, dove non riceve tanto sole." Il Mueller Thurgau ha un colore pallido e chiaro, come il cielo e l'aria nelle montagne frastagliate da quando e' arrivato. Non era questo caso per il secondo vino, un Grecanico di Sicilia. Era piu dolce, perche in Sicilia il forte sole ha fatto maturare l'uva diventando più dolce e più zuccherata. Il suo colore era piu giallo, mi ha fatto pensare sulla spaggia a Sicilia, dove la sabbia e' caldo ed il sole e' brilliante. Gli studenti mi facevano domande mentre mangiavano i grissini ed io rispondevo al meglio che potevo.

In ultimo abbiamo aperto un vino Passito, un vino bianco dolcissimo. Questo Passito era da Pantelleria, una piccolo isola sud ovest da Sicilia e vicino l'Africa. Li, il sole e' sempre forte, e' sempre caldo. In quella clima si fà evaporare tutta l'acqua dentro l’uva. A causa questa il Passito ha un colore dorato profondo, ricco e intenso. E' come se il sole e' concentrato nel vino. Dopo tutto l'acqua ha evaporato tutto quello che rimane e' dolce mosto, con cui si fa un vino cosi dolce che e' appropriato solo alla fine del pasto. Accompagna bene qualcosa di un po secco, ed è per questo che ho portato dei biscotti alle mandorle dall'Italia. Ho fatto vedere come gli italiani immergono i biscotti un secondo dentro il vino prima di mangiarli. Molti non l’avevano mai provato a fare. L'ha messo nelle vostre mente un pensiero su il sole caldissimo a Pantelleria? Non sono sicura, ma i loro sorrisi mi hanno mostrato che gli piaceva.

Dopo la presentazione siamo rimasti qualche tempo a finire il vino, i formaggi ed i biscotti. Tutti parlavano dei vini che preferivano, le loro esperienze con i vini in Italia, e le loro storie di viaggio. Ho permesso agli altri di fare la maggiore parte della conversazione. Ho sorseggiato il mio vino mentre li ascoltavo. Spero di avergli dato un po di gusto, letteralmente ed anche in senso figurato, sulle mie esperienze in Italia. Mi sentivo contenta e completa, come se un cerchio si fosse chiuso. Ho impiegato quattro anni per riparare il mio errore del vino " da tavola " a Siena. Ho fatto tanti progressi e ho provato tanta gioia in questo tempo. Ma io so che il mio viaggio non e' finito. E' vero che adesso ho capito la differenza tra un malbec ed un merlot, ed anche che l’Icewine non e' una cosa che se tiene nel frigorifero, ma per tante cose sono ancora all'inizio. Volete sapere la cosa più importante che ho imparato? E' questa: Come per il vino, ci sono due cose molto semplici che nella vita servono, desiderio e determinazione. Con queste due cose tutto e' possible, e la tua vita puo' diventare una cosa veramente straordinaria.

fine

Written in January 2008. The photograph is of sun and grapes, taken by the author in La Morra, of the hills of Monferrato.

6 comments:

Diana Strinati Baur said...

Lovely story. Yes, desire and determination. The pursuit of a foreign language in adulthood is very noble indeed, especially if a person is not forced by circumstance to speak the language. I am sure that your knowledge of the language enriches your Italian experience multifold when you are here.

It takes so much time and focus to learn an entirely new discipline. It's a real investment. But this is one that pays off, as you can see in the faces of your dear friends when you step off the plane...

Baciono. Sono contentissima cosí che il paco é arrrivato. Mamma mia.

imnotacucumber said...

I'm glad to see this out here. Alas I am but a lowly college student taking my first semester of Italian, but I feel like I've always had deeper love for it. I took Latin all through high school since it was the closest I could get to Italian, and even that is a stretch.

I was lucky enough to travel to Italy and got bitten by the bug as well. To connect more with my inner Italian. I hope one day that I can have come as far as you have with the language I look forward to reading more and grasping as much as I can with my first semester knowledge. I look forward to reading more and exploring what you've written.

Grazie, buona sera.

Dana Kaplan said...

Diana - Grazie per le tue parole, come sempre...

Imnotacucumber - Well I was a lot older than you when I started learning Italian with no prior knowledge. Think how great you can be if you just stay with it.

I'm giving you a homework assignment... For inspiration I'd like you to go to the blog of the comment above your's (Diana's), and read her recent post called 'Keep Trying'.

Thanks for stopping by, ciao and buona fortuna!

Dana

nyc/caribbean ragazza said...

bella storia!!

I like how you write in both English and Italian. It's very helpful to someone like me who is trying to improve their Italian.

Dana Kaplan said...

nyc/caribbean ragazza,

It's been a great learning experience for me as well, to write the stories in both languages. In fact that's how it started, as a classroom assignment. Thanks for coming by...

Dana

Sandrac said...

Dana, that is a lovely story and beautifully written. Your opening line is fabulous!

Bravo on all of your hard work, mastering Italian!